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Yoga
Patanjali

Astanga Yoga : La scienza dello Yoga dagli otto stadi.

Una delle formulazioni più complete e raffinate sulla scienza dello yoga giunta dal lontano passato, codificata da Patanjali e mantenuta viva senza alterazioni da una pura linea di Maestri. Parte da una forte base etica per purificare la mente; insegna a riconoscere le fonti della sofferenza che ostacolano l'evoluzione; indica come raggiungere uno stato di vera pace e felicità, portando armonia e stabilità nel corpo e nella mente, rendendoli strumenti adatti a realizzare gli aspetti più profondi dello yoga, per giungere a riconoscere e a realizzare la propria vera Realtà.

 
 

Uno yoga per l' autorealizzazione


Bahiranga Yoga
(esteriore)

Yama (principi morali)

Ahimsa , non violenza: non arrecare danno a nessun essere vivente con pensieri, parole e azioni, per creare pace in noi e attorno a noi;
Satya , verità: essere radicati nel vero e vivere secondo i valori spirituali e gli ideali più nobili; nel senso più profondo quindi Verità è ciò che non muta mai;
Asteya , non rubare: non appropriarsi di più di quello che è necessario, per non sottrarlo ad altri;
Brahmacharya , purezza di pensiero e azione: vivere i rapporti con gli altri secondo principi di vero amore non egoistico;
Aparigraha , non avidità: superare il senso di egoismo e di possesso e quindi le identificazionidi "io e mio".

Niyama
(principi etici)

Saucha , purezza di corpo e mente: un nuovo modo di pensare, purificando pensieri ed emozioni ed eliminando aspetti negativi della mente, condizionamenti e preconcetti;
Samtosha , serenità: mantenere una mente quieta anche nel turbinio delle attività, per un contatto non frettoloso con sé e con gli altri e per una vita più consapevole oltre la frenesia quotidiana;
Tapas , disciplina: esistere nel "qui e ora", realizzando una vita disciplinata e una pratica yoga seria e regolare;
Svadhyaya , studio di sé: conoscere se stessi realizzando una vera autoconsapevolezza; cercare la conoscenza del Sé per liberarsi dalle illusioni e dai movimenti dell' io;
Isvara Pranidhanan , devozione a Dio: imparare a sentire la voce della Realtà interiore, la Natura reale, l' Atman o coscienza divina presente in ogni essere.

Yama e Niyama sono molto di più di semplici precetti morali ed etici, ma consentono una padronanza di sé che porta salute, benessere e pienezza spirituale. Il loro approfondimento è quindi indispensabile sotto la guida di un vero Maestro, che ne spieghi i significati più profondi. Indispensabili quindi per realizzare un vero risveglio spirituale.

Asana
(controllo del corpo)

Asana è una posizione stabile , mantenuta senza sorzo.  Un corpo tranquillo aiuta la mente a essere più tranquilla. Una buona pratica produce salute, resistenza, flessibilità, energia e aiuta a comprendere ed eliminare tensioni create nel corpo da emozioni e pensieri negativi. Gli asana creano forza e stabilità e, nel senso più profondo, aiutano a superare i condizionamenti del corpo: caldo e freddo, fame e sete, sonno e fatica, etc. , per rendere il corpo uno strumento adatto a esperienze interiori più profonde.

Pranayama
(controllo del respiro e dei soffi vitali)

Pranayama, nella sua propedeutica, molto importante, è imparare a sviluppare e controllare il respiro, ma nel suo significato più profondo è controllo del Prana, l'energia vitale che scorre nell' uomo. Aiuta a purificare il sistema nervoso e gli organi del corpo, da ricordi inconsci e traumi. Nel sottile armonizza le nadi, linee di forza del prana. Porta calma nella mente, purificando anche le emozioni. E' un eccezionale strumento nel controllo della mente, perchè ne rallenta i meccanismi. Infonde tranquillità e pace nella persona, inducendo lo sviluppo delle qualità spirituali più profonde.

Antaranga Yoga
(interiore)

Pratyahara
(Ritiro dei sensi)

Pratyahara è il controllo dei sensi, fino al loro totale ritiro dagli oggetti esterni. Nel suo aspetto più profondo è non condizionamento dai movimenti interni della mente.  Una simile attitudine aiuta a prendere coscienza dei sensi stessi, di come questi utilizzino il corpo e le emozioni, nutrendosi dell'esperienza percettiva. Predispone a una vera concentrazione. Nella sua espressione più semplice insegna a come nutrire la mente di aspetti positivi, non permettendo l' inquinamento da parte di stimoli negativi.

Dharana
(Concentrazione yoga)

Dharana è concentrazione su un punto ed eleva lo yogin a quegli stati mentali in cui la Buddhi, intelletto superiore, diventa uno strumento della Mente cosmica. La mente che solleva la mente. Indispensabile per superare il celebralismo continuo, dove la mente ordinaria e superficiale è sempre coinvolta in continui pensieri e quindi incapace di penetrare nel profondo.

Dhyana (Meditazione yoga)

Dhyana, la Meditazione è uno stato trascendentale al di là della mente. E' una "Grazia" conseguente al flusso ininterrotto di concentrazione in cui viene mantenuta la mente, che ci rivela la Reale natura di ognuno di noi. La scintilla divina che splende in noi da sempre. Può essere sperimentata in seguito a una preparazione appropriata e accurata mediante le sei fasi precedenti. Non significa pensare a qualcosa, né è semplicemente fissare la mente su un particolare pensiero o oggetto. Non è quindi riconducibile a una semplice tecnica o a seguire un corso.

Samadhi (Coscienza Divina)

Samadhi viene spesso definito come Consapevolezza universale. Negli stadi più elevati significa "diventare Uno con il Supremo".  A questo punto si realizza il vero significato dello yoga, dell' Unione. I Maestri insegnano che è bene ricordare sempre che il terreno può essere ben preparato, i semi interrati, la pianta può crescere, ma, se i fiori sbocceranno oppure no, come d' altronde avviene per tutti i fenomeni dell' Universo, dipende solo dalla Grazia Divina.


 
 
 
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